Presentazione Artista Claudio Dalla Bona

   

    

Nella memoria dell’anima: sopra le cose vivono tensioni sospese

La genesi in ambito artistico di Claudio dalla Bona è riferibile non tanto ad una formazione accademica ma ad un’innata predisposizione verso la creatività e l’arte, che egli da sempre ha coltivato lasciando significative tracce di questo suo percorso ormai più che trentennale.

Artista che, anche se non a tempo pieno, fin da subito ha maturato questo suo sentire, l’operare artistico, come una sorta di vocazione che, con umiltà e impegno, Lo ha portato a recuperare certi valori formali d’impronta rinascimentale, in cui la forma, soprattutto nei ritratti, è chiaramente definita nel suo elegante apparire e manifestarsi.  

 

Ed è stato proprio nel cimentarsi in questa produzione figurativa che ha prevalso in Lui, la necessità di attivare anche una sperimentazione sui materiali, sia come stratificazione materica differenziata, sia come colore. Esperienza che gli è servita da stimolo per intraprendere, successivamente, nuovi percorsi in cui la polimaterialità si fa struttura che dialoga con la pittura di superficie, e nel contempo impone all’opera una tridimensionalità che non è più determinata da un illusionismo prospettico, ma che trova proprio nell’ossatura spaziale che essa determina, una coplementarietà che arricchisce e completa l’opera stessa.  

Se osserviamo i suoi lavori e ne leggiamo i titoli: “dentro di noi”, “risalita”, “riflessioni”, “punti di vista”, “ricordi d’infanzia”, “periferia urbana”, “passato presente e futuro”, essi palesano una volontà fattiva, da parte dell’artista, a costruire materialmente qualcosa la cui visibilità mantenga coerentemente legati insieme: l’idea, o stimolo spirituale di partenza, o tema ispiratore con ciò che poi realmente li genera.

Un modo per poter dare a se stesso e di conseguenza anche al fruitore, la possibilità di percepire quello stato d’animo che Lo ha pervaso a tal punto da indurlo a perseguire proprio quel percorso creativo, attraverso il quale si è mantenuto coerente con il suo sentire e agire: affinché tutto alla fine si è concretizzi: anima e corpo, nella materialità dell’opera, come simbologia di una presenza fattiva.    

Sul pannello che fa da supporto, via via prendono forma delle macchie di colore, a siglare, con prime emozioni, il tema trattato. A cui viene aggiunta una tessitura di spaghi tesi e sospesi, come una trama di pensieri che corrono da un punto all’altro, generando linee e angoli “dinamogeni” che conferiscono all’insieme valenze espressive differenziate e nel contempo coerenti nel loro dispiegarsi.  

 

 

Ogni elemento materiale usato da Claudio dalla Bona: pannello, tela, colori, chiodi, bulloni, compresa la lastra di plexiglas diventano coerentemente, parte espressiva costituente l’opera. Per questo, la produzione recente di questo artista, la si può definire un simbolismo morfo-cromo-materico, totalmente integrato in un contesto di assoluta verità ed eleganza. 

 

 

Aldo Nodari       

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